Denuncia e querela: differenze, tempi e conseguenze giuridiche
Cosa cambia tra i due strumenti nel diritto penale e quando è fondamentale scegliere correttamente
Quando una persona è vittima o testimone di un fatto che potrebbe costituire reato, uno dei primi dubbi riguarda quale strumento utilizzare per attivare l’intervento dell’autorità giudiziaria. In ambito penale, i due principali istituti sono denuncia e querela, spesso confusi tra loro ma profondamente diversi per funzione, effetti e conseguenze giuridiche.
Comprendere la differenza tra denuncia e querela è fondamentale per tutelare correttamente i propri diritti ed evitare errori che potrebbero compromettere l’avvio o il proseguimento di un procedimento penale.
Cos’è la denuncia
La denuncia è l’atto con cui chiunque venga a conoscenza di un reato informa l’Autorità Giudiziaria o le Forze dell’Ordine. Può essere presentata dalla persona offesa, ma anche da un terzo che abbia semplicemente appreso dei fatti.
La caratteristica principale della denuncia è che non esprime necessariamente la volontà di punire l’autore del reato, ma ha la funzione di portare il fatto all’attenzione dello Stato. In alcuni casi, la denuncia è facoltativa, mentre in altri è obbligatoria, ad esempio quando si viene a conoscenza di reati particolarmente gravi.
Una volta presentata, la denuncia non può essere ritirata e dà avvio alle attività investigative da parte della Procura.
Cos’è la querela
La querela, invece, è un atto più specifico e personale. Può essere presentata solo dalla persona offesa dal reato e rappresenta una chiara manifestazione di volontà affinché l’autore del fatto venga perseguito penalmente.
Molti reati, definiti “procedibili a querela di parte”, non possono essere perseguiti senza la querela, come ad esempio:
- lesioni personali lievi
- minacce
- diffamazione
- violazione di domicilio
In questi casi, senza querela il procedimento penale non può nemmeno iniziare.
Il termine per presentare querela
Un aspetto molto importante riguarda i termini. La querela deve essere presentata entro tre mesi dal giorno in cui la persona offesa ha avuto piena conoscenza del fatto che costituisce reato (in alcuni casi il termine è di sei mesi).
Il mancato rispetto del termine comporta la decadenza dal diritto di querela, con la conseguenza che il reato non potrà più essere perseguito.
La remissione della querela
A differenza della denuncia, la querela può essere rimessa, ovvero ritirata. La remissione può avvenire:
- in forma espressa (dichiarazione formale),
- oppure tacitamente, attraverso comportamenti incompatibili con la volontà di proseguire l’azione penale.
La remissione estingue il reato, salvo i casi in cui la legge preveda diversamente.
Quando scegliere la denuncia e quando la querela
La scelta tra denuncia e querela non è sempre immediata. In alcuni casi la legge impone uno strumento preciso, in altri è necessario valutare:
- la gravità del fatto,
- l’interesse della persona offesa,
- le conseguenze di un procedimento penale.
Per questo motivo, rivolgersi a un avvocato penalista è spesso la soluzione più prudente. Un professionista può chiarire se il reato è procedibile d’ufficio o a querela, valutare i tempi e suggerire la strategia più adatta.
Il ruolo dell’avvocato penalista
Un avvocato penalista può assistere il cliente:
- nella redazione corretta dell’atto,
- nella scelta dello strumento giuridico più idoneo,
- nella valutazione delle conseguenze penali e civili,
- nella successiva fase processuale.
Nel territorio lecchese, affidarsi a un avvocato penalista a Lecco consente di ricevere assistenza qualificata e mirata, anche in una fase iniziale che spesso è decisiva per l’intero procedimento.









